La Festa del Doppio Nove (重阳节, Chóngyáng Jié) Fra tradizioni, leggende e cucina
Il nome cinese Chóngyáng significa letteralmente “doppio yang”: secondo la cosmologia dello Yijing e della tradizione cinese, i numeri dispari appartengono allo yang, principio associato alla luminosità, all’energia e alla vitalità, mentre i numeri pari appartengono allo yin. Il nove è considerato il più alto tra i numeri yang; il 9 del nono mese, quindi, crea una particolare concentrazione di energia yang. Da qui il nome Chóngyáng, “yang che si ripete”, oppure Chóngjiǔ (重九), “Doppio Nove”.
Il numero nove possiede inoltre un altro significato beneaugurante. La sua pronuncia, jiǔ (九), è omofona di jiǔ (久), che significa “a lungo”, “duraturo”. Per questo il nove è stato associato nel tempo alla longevità, alla salute e all’augurio di una vita lunga.
Questa festa cade in autunno e riunisce quindi molti elementi caratteristici di questa stagione: le passeggiate all’aria aperta, i paesaggi autunnali, i crisantemi, il raccolto, i cibi augurali, il ricordo degli antenati e, soprattutto nella Cina contemporanea, l’attenzione verso le persone anziane.
Le origini: Una festa in evoluzione
Le origini della Festa del Doppio Nove non possono essere ricondotte a un unico avvenimento. La ricorrenza si è formata gradualmente, incorporando nel corso dei secoli antichi riti stagionali, pratiche legate al raccolto e tradizioni volte a proteggere la persona dalle malattie e dalle avversità.
Le sue radici vengono comunemente collegate all’antichità e, in particolare, al periodo degli Stati Combattenti, convenzionalmente datato tra il 475 e il 221 a.C. È però importante distinguere tra le prime pratiche legate al nono mese e la festa vera e propria nella forma che conosciamo oggi. Alcune fonti fanno risalire a epoche ancora più antiche i rituali autunnali legati al raccolto e alla venerazione degli antenati.
Nel periodo degli Stati Combattenti compare inoltre l’espressione chóngyáng, anche se in testi antichi, come il poema Yuǎnyóu di Qu Yuan, non indica ancora la festa del Doppio Nove nel senso successivo. È soprattutto a partire dall’epoca Han e poi nei secoli successivi che la ricorrenza del nono giorno del nono mese assume caratteristiche sempre più riconoscibili.
Durante la dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.) si diffusero pratiche associate al nono giorno del nono mese, tra cui il consumo di determinati alimenti, l’uso del corniolo e il vino di crisantemo. Nel periodo Wei e Jin si rafforzarono invece le tradizioni legate al crisantemo, al vino e alla poesia.
Fu però durante la dinastia Tang (618–907) che il Doppio Nove assunse una forma molto più definita e venne riconosciuto come una delle principali festività del calendario tradizionale. Da quel momento le sue usanze si diffusero ulteriormente e furono celebrate anche nelle corti imperiali e negli ambienti letterari.
Nei secoli successivi la festa continuò a trasformarsi. Le pratiche di salire in alto, ammirare i crisantemi, bere vino di crisantemo, portare il corniolo e mangiare il dolce di Chongyang rimasero tra gli elementi più caratteristici, mentre in diverse regioni si svilupparono usanze locali differenti.
Una trasformazione particolarmente importante è avvenuta in epoca moderna. Nel 1989, in Cina, il nono giorno del nono mese lunare fu designato come Festa degli Anziani, dando alla ricorrenza un nuovo significato sociale legato al rispetto e alla cura delle persone anziane. Successivamente, la revisione della Legge della Repubblica Popolare Cinese sulla tutela dei diritti e degli interessi degli anziani, entrata in vigore nel 2013, ha stabilito formalmente che il nono giorno del nono mese lunare è la Festa degli Anziani (老年节).
Così una festa nata da antiche concezioni cosmologiche e da rituali stagionali è diventata anche una giornata dedicata alla longevità, alla famiglia e manifestazioni di affetto e rispetto per le generazioni più anziane.
La leggenda di Huan Jing
Tra le leggende più famose associate al Doppio Nove c’è quella di Huan Jing (桓景), che spiega simbolicamente l’origine di alcune delle principali usanze della festa.
Secondola leggenda, nella regione attraversata dal fiume Ru viveva uno spirito maligno che, ogni anno, portava malattie e morte tra gli abitanti. La sua presenza era associata a una terribile epidemia: quando il demone emergeva dalle acque, la gente del luogo veniva colpita da febbri e morbi e intere famiglie rischiavano di essere sterminate.
Anche la famiglia di Huan Jing fu colpita dalla tragedia. Il giovane decise allora di non arrendersi e si mise alla ricerca di qualcuno che potesse insegnargli come affrontare la creatura. Dopo un lungo viaggio raggiunse il maestro taoista Fei Changfang (费长房), un uomo considerato dotato di conoscenze straordinarie. Huan Jing rimase con lui e si sottopose a un lungo periodo di addestramento, imparando a combattere e a maneggiare la spada.
Un giorno Fei Changfang gli rivelò che il demone sarebbe tornato il nono giorno del nono mese lunare. Il maestro consegnò quindi a Huan Jing alcuni rami di corniolo e del vino di crisantemo, spiegandogli che avrebbero aiutato a proteggere gli abitanti. Gli ordinò inoltre di portare tutta la popolazione su un luogo elevato, lontano dal villaggio.
Quando arrivò il giorno predetto, Huan Jing tornò al paese e avvertì gli abitanti. Ognuno ricevette un ramo o una borsa contenente corniolo e una coppa di vino di crisantemo. Poco dopo, tutti si incamminarono verso la montagna.
Al tramonto il demone emerse dal fiume. Trovando il villaggio stranamente deserto, la creatura si mise alla ricerca degli abitanti e li inseguì fino alle pendici della montagna. Huan Jing rimase ad attenderlo. Ne seguì uno scontro violento. Il giovane affrontò il demone con la sua spada, e dopo una lunga battaglia riuscì infine a sconfiggerlo e a liberare la popolazione dalla minaccia.
Il racconto, tramandato nella raccolta di storie straordinarie Xù Qí Xié Jì (续齐谐记), attribuita a Wu Jun durante le Dinastie del Nord e del Sud, è solo una leggenda ma la sua importanza sta soprattutto nel modo in cui collega simbolicamente la storia alle tradizioni del Doppio Nove: salire in alto per sfuggire al pericolo, portare con sé il corniolo e bere vino di crisantemo come protezione.
Le Tradizioni
Escursioni in montagna; Salire verso luoghi elevati è una delle usanze più caratteristiche del Doppio Nove. Nell'antichità era legata all'idea di allontanarsi dai pericoli e dalle influenze negative, mentre oggi rappresenta soprattutto un'occasione per stare insieme, fare attività all'aperto e ammirare il paesaggio autunnale.
La salita verso l'alto, dēnggāo (登高): Durante il Doppio Nove, tradizionalmente, le famiglie e gli amici uscivano insieme per salire su montagne, colline, torri o altri luoghi elevati. L’usanza aveva anche una funzione simbolica: allontanarsi dal luogo del pericolo e raggiungere un punto più sicuro.
Con il passare del tempo, il significato rituale si è attenuato e la tradizione è diventata soprattutto un’occasione per fare escursioni, ammirare i colori dell’autunno, stare insieme e godere dell’aria aperta.
In alcune zone pianeggianti, dove non era possibile raggiungere una montagna, il gesto di “salire” poteva essere sostituito simbolicamente dal consumo del Chongyang gao, il dolce del Doppio Nove: gao (糕, dolce) è infatti omofono di gāo (高, alto).
Portare con sè il corniolo: Nell'antichità era consuetudine portare con sé o indossare rametti di zhuyu (茱萸), una pianta aromatica tradizionalmente identificata con specie della famiglia delle Rutaceae. Si riteneva che aiutasse a proteggere dalle sventure. Questa usanza è oggi molto meno diffusa, ma rimane fortemente presente nella letteratura e nella memoria della festa.
Il corniolo come amuleto: Il corniolo è uno dei simboli più antichi del Doppio Nove. In passato si usava portare con sé rami, frutti o piccoli sacchetti contenenti questa pianta, legandoli al braccio, ai vestiti oppure ai capelli. Secondo le credenze tradizionali, il corniolo possedeva proprietà capaci di allontanare gli spiriti maligni, le malattie e la sfortuna.
Per questo motivo veniva anche chiamato bìxié wēng (辟邪翁), espressione traducibile come “il vecchio che respinge il male”. Il suo uso aveva inoltre una dimensione pratica, perché diverse specie di corniolo erano conosciute e utilizzate nella medicina tradizionale cinese.
Il corniolo è diventato così strettamente legato alla festa da dare origine a uno dei suoi antichi appellativi: Festa del Corniolo.
Ammirare i crisantemi: Il crisantemo (菊花, júhuā) è indissolubilmente legato alla festa. I suoi fiori sbocciano proprio in autunno e, nella cultura tradizionale cinese, sono associati alla longevità, alla resistenza e alla bellezza della stagione. In molte città vengono organizzate esposizioni dedicate ai crisantemi.
Il crisantemo: Se il corniolo era considerato un protettore, il crisantemo rappresentava invece soprattutto longevità, vitalità e resistenza.
Il nono mese lunare coincide con la fioritura dei crisantemi e per questo la festa è tradizionalmente associata alla loro contemplazione. In passato era diffusa anche l’usanza di preparare e bere vino di crisantemo, considerato un alimento beneaugurante e legato al desiderio di vivere a lungo.
Il crisantemo è inoltre diventato un soggetto privilegiato della poesia cinese. Molti poeti delle epoche Tang e Song hanno associato il fiore all’autunno, alla vecchiaia, alla longevità e alla contemplazione della natura.
Uno dei testi più celebri è la poesia di Wang Wei, "Nove settembre: ricordo dei miei fratelli a oriente", nella quale il poeta immagina i familiari riuniti per il Doppio Nove mentre lui è lontano da casa. La festa diventa così anche un momento di nostalgia e di ricordo della famiglia.
Il volo degli aquiloni: Tra le tradizioni legate al Doppio Nove compare anche il volo degli aquiloni, fàng fēngzheng (放风筝), anche se si tratta di un’usanza particolarmente documentata in alcune regioni e non di una pratica universale in tutta la Cina.
L’autunno, con il cielo limpido e i venti favorevoli, era considerato un momento ideale per far volare gli aquiloni. In alcune tradizioni popolari il gesto assumeva anche un significato simbolico: lasciare che l’aquilone salisse sempre più in alto significava allontanare da sé la sfortuna, le malattie e le influenze negative. In alcune località si arrivava persino a lasciare andare il filo, facendo volare via l’aquilone e affidando simbolicamente ad esso le proprie disgrazie.
In alcune zone del sud della Cina questa tradizione è rimasta particolarmente viva. A Guangzhou e nella regione del Guangdong, per esempio, il volo degli aquiloni durante il Doppio Nove è documentato anche nelle tradizioni locali.
Oggi è soprattutto un’attività ricreativa, praticata da bambini e adulti nei parchi e negli spazi aperti. Rimane però perfettamente in sintonia con lo spirito della festa: salire verso il cielo, stare all’aria aperta e lasciarsi alle spalle ciò che è negativo.
Una giornata dedicata agli anziani: Nel corso del tempo, il Doppio Nove si è trasformato anche in una giornata dedicata al rispetto e alla cura delle persone anziane. Le famiglie trascorrono la giornata insieme, fanno visita ai genitori e ai nonni e condividono un pasto, trasformando la festa in un momento di affetto e riunione familiare. Scuole, associazioni e comunità locali possono organizzare spettacoli, incontri e iniziative dedicate alla terza età.
Il passaggio dalla protezione contro gli spiriti maligni all'attenzione verso gli anziani mostra bene come il significato della festa sia cambiato nel corso dei secoli, pur mantenendo un elemento comune: l’augurio di una vita lunga e prospera.
Ricordare gli antenati: In alcune regioni e, in particolare, a Hong Kong e Macao, la festa è anche associata alla visita e alla cura delle tombe degli antenati. Le famiglie si riuniscono per rendere omaggio ai propri cari e condividere un momento di memoria familiare. Si tratta però di un'usanza regionale e non di una pratica identica in tutta la Cina.
La cucina della Festa del Doppio Nove
Come ogni festività cinese, anche la gastronomia riveste un ruolo simbolico fondamentale:
Il Chongyang gao: il dolce del Doppio Nove
Il cibo più direttamente associato alla festa è il Chongyang gao (重阳糕), conosciuto anche come huā gāo o “dolce dei fiori”. Si tratta di un dolce tradizionale che può essere preparato con farina di riso o altri cereali e arricchito, a seconda delle regioni, con frutta secca, datteri, castagne, zucchero, frutta candita o altri ingredienti. La forma e la ricetta non sono uguali in tutta la Cina: esistono numerose varianti regionali. Il suo significato è però particolarmente interessante. La parola 糕 (gāo), “dolce”, ha la stessa pronuncia di 高 (gāo), ossia “alto”. Mangiare il gao richiama quindi simbolicamente la salita in alto, una delle usanze fondamentali del Doppio Nove. In alcune tradizioni il dolce viene inoltre preparato a più strati, evocando una montagna o una salita verso l’alto.
Il vino di crisantemo
Il vino di crisantemo, júhuā jiǔ (菊花酒), è una delle bevande storicamente associate al Doppio Nove. Bere vino di crisantemo aveva un significato beneaugurante ed era collegato alla ricerca della longevità e della protezione dalle malattie. Il suo consumo è attestato nelle fonti storiche insieme all’uso del corniolo e alle celebrazioni all’aperto. Oggi questa tradizione può essere mantenuta soprattutto in contesti culturali e celebrativi, mentre il vino di crisantemo non è necessariamente presente sulle tavole moderne di tutte le famiglie. Oggi il vino è stato quasi ovunque sostituito dal più comune e profumato tè al crisantemo (júhuā chá).
Tè al crisantemo (菊花茶)
Oggi è molto più comune incontrare il crisantemo sotto forma di tè piuttosto che di vino. I fiori vengono essiccati e utilizzati per preparare una bevanda profumata, particolarmente legata all'autunno e alla tradizione del Doppio Nove.
Granchi
In alcune zone della Cina, il periodo del Doppio Nove coincide con la stagione dei granchi, che possono quindi comparire sulle tavole delle famiglie durante la festa. Questa non è però una tradizione uniforme in tutto il Paese, ma varia a seconda delle regioni.
Frutta secca e prodotti autunnali – Noci, datteri rossi, semi e altri prodotti della stagione possono essere utilizzati nella preparazione dei dolci della festa, accompagnando il Chongyang gao.
Le pesche della longevità
Tra i dolci che possono comparire nelle celebrazioni dedicate agli anziani meritano una menzione le pesche della longevità, shòutáo (寿桃). Non si tratta generalmente di pesche fresche, ma di dolci modellati a forma di pesca, spesso realizzati con pasta lievitata e un ripieno dolce. La pesca è da secoli uno dei simboli cinesi più forti della lunga vita e della buona fortuna. Le shòutáo sono tradizionalmente associate soprattutto ai compleanni e alle celebrazioni dedicate alla longevità. Proprio per questo possono essere offerte agli anziani anche in occasione della Festa degli Anziani. Non rappresentano quindi un alimento universale o esclusivo del Doppio Nove, ma si inseriscono perfettamente nel suo moderno significato di augurio di salute e lunga vita.
Noodles della longevità
In alcune celebrazioni dedicate agli anziani possono comparire anche i noodles della longevità, spesso chiamati shòumiàn (寿面). I noodles lunghi sono tradizionalmente associati a una vita lunga e prospera. Non sono però un piatto esclusivo del Doppio Nove: vengono utilizzati anche in occasione di compleanni e altre celebrazioni legate alla longevità. È quindi più corretto considerarli un alimento simbolicamente legato alla Festa degli Anziani, piuttosto che un piatto obbligatorio della festa tradizionale.
Curiosità
- Il numero della longevità: Il numero nove è particolarmente importante nella cultura cinese. Essendo associato allo Yang e rappresentando il più alto tra i numeri dispari a una cifra, la sua doppia presenza nel nono giorno del nono mese ha dato origine al nome Chongyang, “doppio Yang”. Inoltre, jiǔ (九, nove) e jiǔ (久, a lungo) hanno la stessa pronuncia, motivo per cui il numero è diventato simbolicamente associato alla longevità.
- La poesia di Wang Wei: La Festa del Doppio Nove è strettamente legata alla letteratura cinese. Il poeta della dinastia Tang, Wang Wei, dedicò alla festa una delle sue poesie più celebri, Il riferimento al corniolo e alla salita sulla montagna sono diventati simboli letterari della festività.
- L'ultima gita autunnale: Per molti cinesi, il Doppio Nove rappresenta l'ultima grande occasione dell'anno per fare una passeggiata nella natura prima dell'arrivo del freddo invernale.
- La Festa del Doppio Nove è un'occasione speciale per celebrare l'autunno, la famiglia e il valore della longevità. Che sia con una passeggiata tra le montagne, ammirando i crisantemi in fiore, una tazza di tè o una fetta di morbido Chongyang gao, questa ricorrenza racchiude un affascinante intreccio di poesia e legami familiari.
- I crisantemi e la longevità: Il crisantemo è uno dei “fiori dei quattro gentiluomini” della tradizione artistica cinese ed è da secoli associato alla resistenza e alla capacità di fiorire quando molte altre piante hanno ormai terminato la loro stagione. Durante il Doppio Nove diventa quindi un simbolo particolarmente adatto all'idea di lunga vita.
La festa è conosciuta anche con vari nomi, legati alle sue principali usanze:
- Chóngjiǔ Jié (重九节), Festa del Doppio Nove;
- Dēnggāo Jié (登高节), Festa della Salita in Alto, in riferimento all’usanza di salire su montagne, colline o torri;
- Zhūyú Jié (茱萸节), Festa del Corniolo, legata all’antica tradizione di portare con sé il zhūyú come protezione;
- in epoca moderna, Lǎonián Jié (老年节), la Festa degli Anziani.
l Doppio Nove continua così a mettere insieme natura, famiglia, memoria, longevità e rispetto per gli anziani, trasformando un’antica festa stagionale in una ricorrenza ancora profondamente presente nella vita culturale cinese.
Se non hai mai festeggiato il Doppio Nove, puoi provare a preparare a casa un Chongyang gao, oppure concederti una passeggiata immerso nei colori dell'autunno, accompagnata da una tazza di tè al crisantemo: un modo semplice per scoprire una delle tradizioni più poetiche del calendario cinese.



Commenti
Posta un commento